
Da circa due settimane, i giovani della parrocchia di Valverde sono stati scelti da Padre Vincenzo per accompagnare i ragazzi che l’8 Dicembre riceveranno la cresima. Ogni sabato pomeriggio i giovani cresimandi si incontrano insieme ai loro “padrini spirituali” per confrontarsi con loro e conoscere la bellezza della proposta che Dio fa a ciascuno di Loro, ed apprezzare e capire sempre meglio il dono dello Spirito Santo che riceveranno il giorno della loro Confermazione!!
Per accompagnare e stimolare gli incontri si è scelto di partire dagli ATTI DEGLI APOSTOLI, per trarne spunto di riflessione e di condivisione…. vediamo di conoscere un pò questo bellissimo libro:
Gli Atti degli Apostoli sono un testo contenuto nel Nuovo Testamento, scritto in greco e, secondo l’ipotesi maggiormente condivisa dagli studiosi, la sua redazione definitiva risale attorno al 80-90, forse in Grecia, sulla base di precedenti tradizioni orali e scritte. La tradizione cristiana lo attribuisce a Luca, collaboratore di Paolo e autore del Vangelo secondo Luca; gli studiosi ritengono che sia Atti che il Vangelo secondo Luca furono scritti dallo stesso autore, mentre la sua identificazione con Luca è più dubbia.
Atti è composto da 28 capitoli e narra la storia della comunità cristiana dopo la morte di Gesù (30 circa) fino al 63 circa, descrivente in particolare l’operato degli apostoli Pietro e Paolo.
Riguardo agli indizi interni, nel prologo di Atti 1,1 non solo si fa riferimento ad un certo Teofilo, dedicatario anche del Vangelo secondo Luca (1,1-4), ma lo stesso vangelo è indicato espressamente come “primo libro”.
La tradizione della chiesa antica fu concorde nell’attribuire a Luca sia il Vangelo secondo Luca che Atti. Ireneo di Lione (Contro le eresie 3,14,1; 15,1) afferma che Luca, discepolo di Paolo, raccontò negli Atti i suoi viaggi con Paolo; attribuiscono Atti a Luca anche Tertulliano (Contro Marcione 4.2.2) e Clemente Alessandrino (Pedagogo 2.1.15 e Miscellanea 5.12.82).
Gli esegeti moderni concordano, in generale, con l’attribuzione di entrambe le opere ad uno stesso autore, principalmente a causa delle «estese concordanze linguistiche e teologiche e riferimenti incrociati tra il Vangelo di Luca e gli Atti».[1]
Riguardo all’identificazione dell’autore con Luca, quello che si può dire è che il Luca discepolo di Paolo era un medico, mentre l’autore di Atti non usa un vocabolario specifico dei medici, come si era affermato.[2]
Mentre la maggior parte degli studiosi ritiene che il libro sia stato scritto in Grecia, esistono diverse ipotesi riguardo alla data di composizione degli Atti.
Già nell’antichità esistevano due diverse ipotesi di datazione, una che indicava una data vicina alla morte di Paolo (verso il 67) ed una, di poco anteriore, che colloca la stesura degli Atti poco dopo l’arrivo di Paolo a Roma e la sua prima prigionia. Questa seconda ipotesi viene dedotta dal fatto che gli Atti finiscono proprio con il racconto della prigionia romana di Paolo, da collocarsi verso il 63.
La critica moderna ritiene invece che la data più probabile sia più tarda, basandosi sulla datazione del vangelo lucano che si sostiene essere stato scritto dallo stesso autore degli Atti. In questo caso la composizione degli Atti sarebbe da ricondurre ad una data vicina all’80, di poco posteriore al Vangelo secondo Luca.
Negli Atti si possono distinguere una introduzione e due sezioni. L’introduzione 1,1-26 narra degli eventi accaduti tra l’ascensione di Gesù alla vigilia della Pentecoste.
La prima parte 2,1-12,25 racconta i fatti della Pentecoste e la vita della prima comunità di Gerusalemme, concentrandosi sulle figure di Pietro e soprattutto di Paolo, del quale viene narrata la conversione e la partenza da Gerusalemme 9.
La seconda parte 13,1-28,31 è interamente dedicata ai tre viaggi apostolici di Paolo in Grecia ed in Asia minore, al primo concilio ecumenico (Concilio di Gerusalemme 49) 15, al suo arresto, alla prigionia a Cesarea ed al suo arrivo a Roma, per essere processato.
Al di là del quadro storico delle origini delle comunità cristiane offerto dagli Atti, questo libro si presenta come un’opera catechetica, che si prefigge uno scopo apologetico (difesa della fede) e teologico (studio su Dio).
L’autore intende presentare gli eventi successivi a quelli narrati nei vangeli per dimostrare come il messaggio di salvezza della vita, morte e resurrezione del Cristo venga esportato dai suoi discepoli per raggiungere Roma e quindi l’ecumène (tutto il mondo abitato).Il messaggio evangelico esce dai confini giudaici ed attraverso la testimonianza e la predicazione degli apostoli si diffonde nel mondo pagano per gettare le fondamenta della nascente chiesa cristiana.











